24 Ottobre, 2020

TUTTI I VINCITORI DEL CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 10

LA POESIA DELLA STOP MOTION, L’ARTE DELLE DRAG QUEEN  E QUANDO LA TELEVISIONE ERA IN BIANCO E NERO:

LE STORIE E TUTTI I VINCITORI DEL

CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 10

DCERA – DAUGHTERdella regista ceca Daria Kashcheeva, è l’opera vincitrice della decima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, il primo in Europa organizzato e gestito da un’università.

La Menzione speciale Volumina va al belga MOTHER’S di Hippolyte Leibovici, mentre il Premio Levi per la miglior colonna sonora è stato assegnato a VÄRVID MUST-VALGEL – BLACK AND WHITE COLOURS di German Golub dall’Estonia. Alla regista Fabiana Serpa il Premio ‘Pateh Sabally’ per THERESE.

Il Premio del Concorso Scuole Superiori “Olga Brunner Levi” è andato a HED – ECHO di Eli Bleier da Israele. Il vincitore del Music Video Competition è invece MTV IS MY FRIEND del moldavo Radu Popovici.

Durante la cerimonia di premiazione c’è stato anche il conferimento del Ca’ Foscari Honorary Fellowship a DARIO ARGENTO e lo splendido spettacolo in omaggio a Fellini realizzato da Igor Imhoff con l’attore Marco Tonino.  

Venezia. Il cortometraggio Dcera – Daughter (Repubblica Ceca, 2019, 14’44”) di Daria Kashcheeva, prodotto dal FAMU – Film and TV School of the Academy of Performing Arts di Praga, è il vincitore del Concorso Internazionale della decima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, il primo festival in Europa interamente organizzato e gestito da un’università, che per la prima volta quest’anno si è “diffuso” in tutta la città di Venezia, con proiezioni che si sono svolte, oltre che allo storico Auditorium Santa Margherita, anche a: la Fondazione Ugo e Olga Levi, il Centro Candiani del Comune di Venezia, la Fondazione Querini Stampalia, la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ D’Oro, il Museo di Palazzo Grimani, il Museo Archeologico Nazionale, la Fondazione Bevilacqua La Masa, il Concilio Europeo dell’Arte In Paradiso Art Gallery e l’Hotel NH Venezia Rio Novo.

La Giuria Internazionale, composta dall’attrice giapponese ma italiana d’adozione Jun Ichikawa, dall’animatrice e videoartista siriana residente in Germania Sulafa Hijazi e dall’attrice polacca Maria Mamona, ha assegnato i premi del Concorso Internazionale. Il Primo Premio, il Premio Levi e il Premio per il Music Video Competition consistono in prestigiose sculture artistiche in vetro di Murano ideate e realizzate dal mastro vetraio Alessandro Mandruzzato.

Il Primo premio al miglior corto del Concorso, annunciato dalla giurata Maria Mamona, è andato a Dcera – Daughter di Daria Kashcheeva con la seguente motivazione:

Un film estremamente toccante ed emozionante, intensamente creativo, con un meraviglioso linguaggio cinematografico. Attraverso una storia semplice, senza dialogo o alcuna parola, il film ci conduce in un viaggio introspettivo che riflette la complessa relazione tra padre e figlia.

Daughter è un’opera d’animazione che racconta il difficile rapporto tra una figlia e suo padre. La scena si apre con la ragazza ormai cresciuta al capezzale paterno, mentre culla il suo doloroso rimorso rievocando le memorie di un’infanzia segnata da un infelice rapporto con il genitore, all’insegna di una sempre maggiore amarezza per l’incomprensione reciproca e l’incapacità di esprimere il proprio affetto. L’opera è stata realizzata in stop motion dalla regista ceca Daria Kashcheeva, già candidata all’Oscar per questo cortometraggio, e che ha ringraziato la giuria e il pubblico con un videomessaggio. Per Daughter la giovane ha realizzato i personaggi in carta dipinta, un materiale che le ha permesso di instaurare tra i personaggi un dialogo muto sorprendentemente espressivo attraverso la loro mimica. Il cortometraggio tenta infatti di esprimere attraverso tale efficace tecnica, e senza l’utilizzo della parola, il dramma del tempo perduto ed il tema cogente della necessità di comprendere e perdonare.

La Giuria ha inoltre assegnato la Menzione speciale Volumina, per l’opera che offre il miglior contributo al cinema come arte, al cortometraggio belga Mother’s (Belgio, 2019, 20’) di Hippolyte Leibovici dell’Institut National Supérieur des Arts. Il premio, consegnato dalla giurata Sulafa Hijazi, consiste in un prestigioso libro fotografico sul cinema prodotto da Volumina e una targa. L’opera è stata premiata con la motivazione:

Volti, specchi in un camerino, i personaggi si confidano l’un l’altro elementi della loro vita privata durante una seduta di make up, mostrandoci la bellissima fragilità dell’essere umano. E alla fine ci stupiscono con una performance eccezionale.

Nel suo Mother’s, il regista Hippolyte Leibovici – che ha ringraziato il festival con un divertentissimo video messaggio – apre sommessamente una finestra sulle vite delle drag queen e sulla loro arte: schiette, autentiche e crudamente reali, le quattro protagoniste si mostrano in piena libertà, mentre il documentario le riprende in camerino, nei preparativi per lo spettacolo. Vengono così toccate tematiche come l’identità e le differenze generazionali, fortissimo elemento di scissione anche all’interno della comunità LGBT. Al centro del quadro una “madre”, come tutte non sempre comprensiva o compresa, ma saldamente radicata nel suo ruolo di protettrice.

Il Premio Levi per la miglior colonna sonora (musica, parola, rumore), offerto dalla Fondazione Ugo e Olga Levi e assegnato da una giuria apposita, composta da Roberto Calabretto, Paolo Troncon, Daniele Furlati e Marco Tutino, è andato all’estone Värvid Must-Valgel – Black and White Colours(Estonia, 2019, 17’58”), prodotto dalla BFM – Baltic Film, Media, Arts and Communication School per la regia di German Golub. Il premio, consegnato dal Direttore della Fondazione Levi Giorgio Busetto,è stato assegnato con la seguente motivazione:

Il film si avvale di una colonna sonora fortemente caratterizzata dalla musica “contemporanea” che ben si adegua alle caratteristiche del racconto sottolineando l’instabilità mentale della protagonista. Ottimo il lavoro fatto con l’orchestra e, in particolar modo, l’utilizzo degli archi dissonanti che enfatizzano la confusione della protagonista.

Raccontando la transizione dalla televisione in bianco e nero a quella a colori negli anni ’70, Black and White Colourssi concentra sulla conduttrice di un notiziario, veterana del piccolo schermo che non accetta l’inesorabile sfiorire della propria giovinezza. Sulle note di una colonna sonora dominata da violini, abilmente combinata a stranianti rumori diegetici, il crollo psicologico della protagonista si fa sempre più palpabile e il confine tra illusione e realtà sempre più indistinguibile.

Il Premio “Pateh Sabally”, offerto dalla Municipalità di Venezia, Murano, Burano e dedicato alla memoria del ragazzo del Gambia tragicamente scomparso nelle acque del Canal Grande nel gennaio del 2017, è stato assegnato a Therese (Svizzera, 2019, 29’) della regista tedesco-brasiliana Fabiana Serpa del ZHdK – Zurich University of the Arts, che racconta il viaggio di una donna verso l’emancipazione. È il 1888 quando Therese, una botanica di origine bavarese, parte per una spedizione in Brasile. Ben presto la giovane dovrà confrontarsi con l’atteggiamento ostile della guida locale che, ignara delle origini nobiliari della donna, rifiuterà di sottostare ai suoi ordini. Ispirato alla storia della principessa Teresa di Baviera, l’opera esplora temi quali l’indipendenza della donna e la parità di genere. Grazie alla sua determinazione, infatti, Therese riuscirà a far valere i propri diritti a dispetto delle ostilità e dei contrasti culturali. Il premio è stato consegnato da Giovanni Andrea Martini e Marco Borghi per la Municipalità di Venezia Murano e Burano con la seguente motivazione

Un film che sa individuare un frammento di storia di fine Ottocento per mostrare come la donna, anche incardinata in una storia importante di tradizione famigliare, può raccogliere e vincere la sfida dell’eguaglianza e della parità dei diritti di tutti.

È stato poi premiato il vincitore della settima edizione del concorso Premio “Olga Brunner Levi” istituito dalla Fondazione Ugo e Olga Levi in collaborazione con il Ca’ Foscari Short Film Festival. Il premio è dedicato al miglior cortometraggio realizzato da studenti delle scuole superiori di secondo grado di tutto il mondo, avente per soggetto la performance musicale femminile o il rapporto tra condizione femminile e la musica nella storia. Una giuria composta da Roberto Calabretto, Cosetta Saba e Marco Fedarlo, ha decretato come vincitore Hed – Echo (Israele, 2019, 3’19”) della giovanissima israeliana Eli Bleier dalla Zomer High School, opera d’animazione in stop motion che, ispirandosi a Haruki Murakami, tematizza la perdita e il successivo ritrovamento di speranzosi scorci di luce attraverso ricordi dolorosi. Il premio è stato consegnato da Giorgio Busetto, Presidente della Fondazione Levi, con la motivazione seguente:

Molto interessante per la modulazione estetica intertestuale, letteraria e cinematografica artistica. Ottimo utilizzo della tecnica stop motion per esprimere l’anima della giovane sorella perduta. Efficace anche l’utilizzo della lingua originale (ebraico) per entrare meglio in sintonia con il carattere intimo dei pensieri che la protagonista ci regala attraverso l’espediente del voice over. Ottima anche la colonna sonora.

Infine, è stato annunciato il vincitore della quarta edizione del Music Video Competition, concorso dedicato a videoclip musicali realizzati da studenti di cinema o di università da tutto il mondo. A vincere è stato MTV is My Friend (Romania, 2019, 8’33”) del moldavo Radu Popovici,dalla West University Timișoara. Il Presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa Bruno Bernardi ha premiato il vincitore con la seguente motivazione:

Attenzione ai dettagli e al gusto artistico. Un videoclip da apprezzare per contenuto, stile, trama e realizzazione. Le transizioni sono ben fatte, un bel mix di emozioni.

Con una fedele trasposizione in immagini del testo della canzone della rock band rumena Sarmale Reci, viene raccontata la storia di Cristi, un giovane che non riesce a trovare un senso alla sua vita solitaria e deprimente, arrivando ad un passo dal suicidio. A salvare e dare significato alla sua esistenza sarà la musica, che potrà diventare uno strumento di evasione dalla quotidianità e una compagna di viaggio che gli permetterà di andare oltre la realtà attraverso l’immaginazione.

La cronaca della cerimonia di chiusura

La cerimonia di chiusura della decima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival è stata inaugurata dalla neo-rettrice dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Tiziana Lippiello, che si è congratulata innanzitutto con tutto lo staff – e in particolare con gli studenti cafoscarini volontari – per lo sforzo profuso per la riuscita di questa decima edizione nonostante le avverse circostanze. I ringraziamenti non potevano che andare anche alle nove istituzioni partner che hanno permesso allo Short di ‘occupare’ tutta Venezia, in un vero e proprio sforzo congiunto per la promozione della cultura nella città lagunare.

È stato poi il momento di uno degli eventi più attesi della manifestazione con il conferimento da parte della rettrice stessa del prestigioso Ca’ Foscari Honorary Fellowship a Dario Argento. Il ‘maestro del brivido’ ha raggiungo la cerimonia in videoconferenza, dialogando con la direttrice del festival Roberta Novielli e rimarcando innanzitutto l’importanza di osare, che sia con la macchina da presa, con le storie (“che i critici all’inizio pensavano fossero sciocchezze”), con la musica o con i colori. In un festival in cui i registi giovani sono protagonisti, Argento ha sottolineato come sia necessario mantenere sempre vivo il desiderio di raccontare e conoscere, consigliando loro di accumulare molta esperienza e, soprattutto, molte esperienze, come ha fatto lui con musica, critica cinematografica, sceneggiatura, ecc… Argento ha chiuso con un piccolo rimpianto per il film che non è mai riuscito a girare a Venezia che rimane però una delle città del suo cuore.

La cerimonia di chiusura del Festival è stata poi impreziosita dalla performance realizzata da Igor Imhoff, che ha voluto omaggiare il grande cineasta Federico Fellini in occasione del centenario della sua nascita. L’obiettivo dell’artista era rimarcare l’eclettismo del regista attraverso una performance multimediale e interattiva: partendo dalle immagini di alcune delle più amate pellicole del Maestro, Imhoff ha integrato l’interpretazione dal vivo dell’attore Marco Tonino con uno sfondo animato, facendo interagire reale e virtuale, mentre le immagini erano accompagnate dalle rivisitazioni delle sonorità tipiche delle pellicole felliniane a cura di Davide Tiso.

A concludere la serata, al posto del classico saluto dei volontari dal palco dell’Auditorium, è stato proiettato un video con un rapido montaggio dei volti di tutti gli studenti che con entusiasmo e partecipazione hanno permesso la riuscita del festival quest’anno. Per finire, dopo i ringraziamenti di rito, la direttrice Roberta Novielli ha dato a tutti appuntamento all’undicesima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival che si terrà dal 24 al 27 marzo 2021.