31 Ottobre, 2020

La nazionale elvetica di scialpinismo saluta il ritiro di San Martino di Castrozza

Il team torna in Svizzera dopo aver dominato
la Rosetta Verticale e spera nelle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Il sogno del ct Oscar Angeloni? Una San Martino di Castrozza pentacerchiata.

Rientro con il sorriso per la nazionale svizzera di skialp, che ha lasciato ad inizio settimana San Martino di Castrozza dopo aver trascorso cinque giorni tra lePale di San Martino per prepararsi al meglio in vista della stagione invernale ormai alle porte. Ciliegina sulla torta di queste intense giornate di allenamenti tra le Dolomiti è stata la doppia vittoria nella quarta edizione della Rosetta Verticale Trail Run, sia nella categoria maschile che femminile, con la spettacolare prestazione dei due atleti di punta della squadra biancocrociata, Werner Marti e Victoria Kreuzer, che oltre a salire sul gradino più alto del podio, si sono tolti la soddisfazione di infrangere tutti i precedenti record di gara, con un tempo rispettivamente di 51’19” e 1h03’05”. Il dominio svizzero lungo i 1279 metri di dislivello che separano San Martino di Castrozza da Cima Rosetta è stato confermato anche dal secondo posto di Martin Anthamatten, a soli 1’12” dal compagno di squadra. Questi ottimi risultati hanno sicuramente rallegrato il preparatore tecnicoOscar Angeloni, già ct della nazionale italiana di scialpinismo, che ha avuto conferma di come la preparazione tecnica svolta nella Valle di Primiero sia stata efficace, andando ben oltre le più rosee aspettative.La nazionale elvetica ha scelto come base per i propri allenamenti Malga Ces, punto di partenza e arrivo dei panoramici percorsi del Ces Trail, il primo running park delle Dolomiti, fortemente voluto dal proprietario della Malga, Marco Scalet.

Oltre alle uscite lungo gli anelli del running park e naturalmente alla prova del percorso di gara della Rosetta Verticale, i 12 ragazzi della nazionale hanno avuto modo di testare le tante discipline sportive praticabili a San Martino di Castrozza. Giovedì gli atleti hanno affrontato 100 chilometri sulle due ruote, per un totale di quasi 3000 metri di dislivello lungo i tornanti dei passi Rolle, Valles e Cereda, mentre venerdì è stata la giornata dedicata allo skiroll tra i panorami mozzafiato del Lago di Calaita, in compagnia del campione di casa Bruno Debertolis.Un plauso particolare va al comitato organizzatore della Rosetta Verticale Trail Run che è riuscito a vincere una sfida tutt’altro che facile, non solo organizzando in maniera impeccabile la quarta edizione dell’evento, ma anche lavorando con impegno e volontà per portare ai piedi delle Pale la pluripremiata rappresentativa svizzeracome spiegato da Johnny Zagonel, presidente del comitato Primiero Ex3me«Era da un anno che con Oscar si parlava di questo progetto e siamo molto orgogliosi di essere riusciti a portarlo a termine. La presenza della squadra svizzera ha reso ancor più internazionale la Rosetta Verticale, un evento ormai entrato nel cuore dei tanti appassionati di trail running, come dimostrato dal numero record di iscritti, che quest’anno hanno superato quota 360».Grande la soddisfazione è stata espressa anche da Antonio Stompanatopresidente dell’Azienda per il Turismo San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi«È stato un onore poter ospitare la nazionale svizzera. Il nostro territorio si è dimostrato ancora una volta unvero paradiso per l’outdoor, sfondo ideale per eventi sportivi di valenza internazionale. Appuntamenti come la Rosetta Verticale Trail Run danno molte soddisfazioni sia a livello sportivo che paesaggistico e rappresentano per noi un’importante occasione per valorizzare e dare grande visibilità alle nostre meravigliose vallate dolomitiche».Il ct Angeloni ha commentato così questa prima esperienza nel Primiero: «Posto magnifico, ospitalità superlativa, San Martino di Castrozza è una location che merita tantissimo. Ci tengo a ringraziare tutti e spero di tornare nei prossimi anni per portare alla Rosetta Verticale anche dei giovani emergenti. I miei ragazzi sono rimasti molto impressionati dalle molteplici possibilità che questo territorio riserva agli amanti dell’outdoor. Per il futuro spero di vedere alcuni di loro alle tanto attese Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, visto che la Federazione Italiana sta lavorando per inserire lo scialpinismo tra le competizioni pentacerchiate. Credo che San Martino di Castrozza, con le sue grandi potenzialità legate allo skialp, rappresenterebbe la sede di gara perfetta per questa disciplina».

Parole di stima e amicizia, che lasciano ben sperare che più che un addio quello della nazionale sia un arrivederci e che il ritiro a Primiero abbia gettato le basi per un bel sodalizio tra San Martino di Castrozza e il fortissimo team elvetico.