5 Agosto, 2020

La casa del Cedro di Monica Pais

“Fermai l’auto proprio dove l’avrebbe lasciata mio padre, misi il guinzaglio alla mia pitbull e insieme ci avviammo. La casa del cedro era ancora là, a fare da quinta alla piazza. Molto antica sembrava già alla me bambina, abituata a vivere in un grande appartamento modernissimo; adesso era decaduta, quasi marcescente. Una decrepita testimone del tempo passato, come una vecchia ormai svanita che conservi però coscienza della perduta bellezza e degli affetti più cari. Stretta e alta come un tempo, ancora esibiva nel piccolo cortile anteriore il suo grande albero, un solitario e imponente esemplare di cedro del Libano, piantato per volontà dello zio. (…)

In piedi di fronte al cancello, realizzai solo in quel momento di non possederne le chiavi. La casa voleva forse lasciarmi fuori?

Strinsi con entrambe le mani le volute metalliche della cancellata, così forte che i battenti si aprirono cigolando. Senza pensare che non stavo solo varcando la soglia di un edificio fatiscente, ma di una stanza che il mio cuore aveva tenuto chiusa a chiave per molti, molti anni, entrai.

” Dopo Animali come noi e Storia di un cane che non voleva amare, Monica Pais torna alle origini del suo amore per gli animali con una grande storia ecologista, di formazione e di amore. Una storia famigliare, una piccola Monica alle prese per la prima volta con la natura, gli animali – la sua passione – e con la malattia della sorella. Un romanzo autobiografico che ripercorre dolori, gioie e speranze della veterinaria più amata del web. Giugno 1971. Monica, ultima di tre figli, ha sette anni e nessuna voglia di trascorrere l’estate dalle zie, a Orosei. Non capisce perché la mamma e il papà abbiano deciso di abbandonarla lì. Ma le ci vuole poco per scoprire di trovarsi in un posto bellissimo e incantato, con quel grande cedro che occupa tutto il cortile della casa delle zie, e milioni di cose da fare.

C’è il pollaio al quale badare, il vecchio asino su cui andare al trotto, nidiate di micini e infiniti pomeriggi storditi dal sole, in cui osservare le lucertole o salvare i topini dalle trappole di zia Gesuina.

E poi c’è il mare, selvaggio e trasparente, dove tuffarsi e giocare con la banda dei bambini del paese. Quel che Monica non sa è che il suo abbandono estivo corrisponde al calvario di Isa, la sorella maggiore dal cuore grande ma malato, che da giugno a settembre sbarca “sul continente” con la mamma per sottoporsi a cure sperimentali.

Fino a che, l’ultima estate, anche Isa farà la sua pallida comparsa nella casa al mare e trascorrerà pochi giorni di pura felicità, un attimo prima che tutto finisca.

MONICA PAIS, chirurgo veterinario, nel 2003 ha fondato con il marito Paolo la Clinica Duemari di Oristano, dove esercita la sua professione di pasionaria prendendosi cura degli animali di famiglia e dei “rottami”: selvatici e randagi, gli “ultimi” del mondo animale.

Nel 2016, dopo aver incontrato e salvato la vita del suo cane Palla, Monica ha creato la onlus Effetto Palla. Oggi l’organizzazione è diventata una fitta rete di volontari che opera in Italia e all’estero occupandosi di animali in difficoltà, cercando adozioni, affidi e organizzando staffette.

Per Longanesi sono già usciti due libri di Monica (e Palla): Animali come noi (marzo 2019) e Storia del cane che non voleva più amare (novembre 2019)