29 Novembre 2021

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CULTURA. LA MILANO DI CESARE COLOMBO IN MOSTRA PER 4 MESI AL CASTELLO SFORZESCO

Più di 100 immagini allestite nella Sala Viscontea da Italo Lupi, amico e compagno di strada del grande fotografo. 

Milano – Il Comune di Milano rende omaggio con una grande mostra a Cesare Colombo, uno dei più importanti fotografi e studiosi della fotografia del Novecento.

Curatore di importanti mostre e animatore di dibattiti, sin dal Dopoguerra Cesare Colombo ha contribuito a far crescere la cultura fotografica in Italia e oggi, grazie a 100 immagini tutte milanesi, selezionate e donate al Comune di Milano dalle figlie Sabina e Silvia Colombo, responsabili dell’”Archivio Cesare Colombo”, il suo grande talento è in mostra nella rassegna “Cesare Colombo. Fotografie/Photographs 1952-2012”.

L’esposizione, curata da Silvia Paoli, responsabile del Civico Archivio Fotografico, è allestita nella Sala Viscontea da Italo Lupi, amico e compagno di strada del grande fotografo, e resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 14 giugno 2020.

1968. Milano, la Torre Galfa vista dal Grattacielo Pirelli.

Quasi quarant’anni, una vita, dedicati da un fotografo a vedere Milano, grande città italiana e nello stesso tempo simbolo di una qualsiasi grande città del mondo: scriveva così Corrado Stajano nel 1990 sul catalogo Alinari che accompagnava la prima grande mostra milanese di Cesare Colombo, allestita all’Arengario.Dopo tre decenni una nuova rassegna riprende e completa l’eredità lasciata per restituire un nuovo affresco dell’attività fotografica dedicata da Colombo alla sua città, nella quale le foto più conosciute si uniscono a immagini inedite e a vere e proprie riscoperte d’archivio.

1979. Gae Aulenti, designer

Il percorso espositivo, diviso in sei sezioni, comprende oltre 100 fotografie in cui Milano viene descritta nei suoi molteplici aspetti culturali, politici e sociali e offre un vivido racconto biografico lungo sessant’anni (1952-2012) di sviluppo urbano, trasformazioni del lavoro e mutamenti del tessuto sociale. Il mondo delle fabbriche e le manifestazioni sindacali, le rivolte studentesche e le periferie; ma anche uno sguardo attento su una città in continuo cambiamento, che produce e crea: le fiere e i negozi, la moda e il design, l’arte e lo spettacolo. Punti di vista di una città ‘abitata’ di uno dei suoi più attivi interpreti.

1957. Milano, Largo Cairoli

L’allestimento e la grafica di Italo Lupi aiuteranno il visitatore a ricostruire la figura di Cesare Colombo nella sua complessità. In mostra un “tavolo biografico”, lungo venticinque metri, ricostruisce infatti la vita di Cesare Colombo dalla sua formazione giovanile, ai primi lavori, ai progetti di comunicazione pubblicitaria, alla sua vita familiare, alle sue molte collaborazioni con l’editoria, all’impegno politico e ai suoi impegni culturali.

1980. Alla Fiera di Milano, prima di una sfilata della collezione Walter Albini.

Un affresco coloratissimo che fa da contraltare al rigore delle fotografie in bianco e nero, affiancato da un altro lungo tavolo più sobrio di colori e grafica, con brani di suoi scritti e citazioni di differenti testi critici e letterari.

Milano, 30 maggio 1968. Un gruppo di contestatori occupa la Triennale il giorno dell’apertura con l’esposizione sul tema “Il grande Numero”, curata dall’architetto Giancarlo De Carlo. De Carlo, a destra, discute con uno degli occupanti, l’artista Gianni Emilio Simonetti.

Il catalogo a cura di Silvia Paoli, edito da Silvana (ita-eng) contiene il saggio critico del curatore (Oltre i bordi dell’inquadratura. Cesare Colombo 1935-2016,fotografo, storico, critico), una sezione dedicata all’allestimento con una nota di Italo Lupi e ricchi apparati bio-bibliografici a cura di Sofia Brugo.Tutte le fotografie sono riprodotte nel volume divise secondo le sezioni della mostra: Album MetropolitanoStagioni di lottaOfferte di lavoroIngresso LiberoLa città della moda e del designArte in scena.

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Biografia

Cesare Colombo (1935-2016) è stato uno dei maggiori protagonisti della fotografia italiana.

Milano, 31 ottobre 1957. Lo strillone

Nato in una famiglia di artisti – il padre Augusto è un pittore riconosciuto e da lui imparerà anche a fotografare – a metà degli anni Cinquanta inizia la professione di fotografo, dedicandosi poi anche alla grafica e alla comunicazione visiva. Dal 1957 al 1962 dirige l’Ufficio Pubblicità dell’Agfa Foto. Sin da giovane partecipa a importanti convegni, anima dibattiti e incontri, collabora con riviste come “Ferrania”, “Fotografia”, “Camera”, “Zoom” e con fotografi e grafici, tra cui Mario Bellavista e Franco Grignani, intrattenendo inoltre rapporti con numerosi intellettuali.

Si dedica poi alla fotografia industriale e di architettura, lavorando per numerose aziende, quali IRI, IBM, 3M, Bayer, e per le riviste “Domus” e “Abitare”, dove ha modo di collaborare con alcuni tra i principali architetti, grafici e designer italiani. Negli anni Sessanta insegna ai corsi della Società Umanitaria, ed è nella redazione di “Foto Magazin”, poi “Foto Film”, a fianco di Antonio Arcari, Gianfranco Mazzocchi e Toni Nicolini. Con quest’ultimo condivide per anni lo studio, che diventa luogo di incontro e dibattito per molti fotografi e amici. Nel 1964 firma due libri fotografici come autore, la monografia dedicata a Giancarlo De Carlo e Le Prealpi varesine, con Piero Chiara.

Mosso da autentica passione civile, osserva per più di mezzo secolo la città di Milano, nei suoi mutamenti sociali, politici, culturali, e negli eventi che ne segnano la storia, divenendone così uno dei più attenti testimoni. Molti i suoi servizi fotografici dedicati alle lotte politiche degli anni sessanta e settanta, e agli eventi drammatici che colpiscono Milano (come la strage di piazza Fontana), ma anche al mondo delle donne (espone alla galleria “Il Diaframma” di Lanfranco Colombo la serie Le altre donne nel 1968), agli eventi artistici, al mondo dello spettacolo (dedica un’altra importante sua monografia nel 1997 a Claudio Abbado) e all’affermarsi del design e della moda italiana.

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Cura mostre importanti sia per la storia della fotografia, come la prima, Francesco Negri fotografo a Casale (1841-1924), del 1969, sia per la storia culturale, sociale, politica ed economica, tra cui L’Occhio di Milano, dedicata nel 1977 alla città e ai suoi fotografi, e come l’ultima, Cento anni di imprese per l’Italia, del 2010, dedicata ai cento anni di Confindustria.

1967. Milano, supermercato nel quartiere di Baggio.

Si avvicina sempre più alla ricerca storica e si occupa del riordino e della valorizzazione di archivi fotografici di grandi aziende, come la Ferrania 3M, il Touring Club Italiano, la Fiera di Milano. Lavora per molti anni anche con gli Alinari, curando importanti mostre e collaborando alla rivista “Fotologia”. È autore inoltre di numerosi interventi storico-critici, tra cui l’antologia Lo sguardo critico. Cultura e fotografia in Italia 1943-1968, del 2004.

Importanti le sue mostre antologiche, Milano Veduta Interna, del 1990, e Life Size, Photos 1956-2006, del 2009. Nel 2012 La FIAF gli dedica un volume monografico, a cura di Giovanna Calvenzi, nella collana Grandi Autori della fotografia contemporanea. Ripercorre infine tutta la sua vicenda, umana e lavorativa, nella lunga intervista con Simona Guerra, pubblicata nel volume La camera del tempo, del 2014.

Orari                             Martedì_Domenica ore 9_17.30 (la biglietteria chiude alle ore 17)

Chiuso lunedì

Ingresso                       gratuito

Per informazioni        www.milanocastello.it –  Tel. 02.88463700