29 Novembre 2021

Zarabazà

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IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE

«Un romanzo magnifico.» The Times Elizabeth Buchan IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE Titolo originale: The Museum of Broken Promises – Traduzione di Valentina Zaffagnini Pagine: 392 – Prezzo: 18,60 € – Ebook: 9,99 € In libreria dal 9 gennaio 2020 Entra in questo museo e scoprirai il passato. Il tuo passato. Esiste un museo, a Parigi, dove non sono custoditi né quadri né statue. In questo museo si conservano emozioni: ogni oggetto – un vecchio telefono, una scarpetta bianca, un biglietto del treno – è infatti il segno concreto di un amore perduto, di una fiducia svanita, di una perdita. Cimeli donati da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore. Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell’estate del 1986, ha l’impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Poi capisce: lì, la gente è stata costretta a dimenticare cosa sia la libertà. Eppure qualcuno non si rassegna. Come l’affascinante Tomas, incontrato per caso a uno spettacolo di marionette. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove dovrà spingersi per avere salva la vita. Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l’occasione per aggiustare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante è un luogo in cui le storie prendono nuovo slancio, spiccano il volo verso mete inaspettate. E magari ricuciono i fili strappati del destino. Come quelli che la legano a un uomo che aspetta solo un cenno per mantenere la sua promessa… «Elizabeth Buchan scrive dell’amore giovanile con straordinaria tenerezza. Il museo delle promesse infrante è coinvolgente e scritto in modo splendido.» The Times «Una storia scritta meravigliosamente e permeata dall’incanto del primo amore.» The Daily Mail «Per molto tempo ho considerato Elizabeth Buchan una delle più grandi scrittrici contemporanee, e questo splendido romanzo lo conferma.» Peter James «Semplicemente stupendo.» Elizabeth Fremantle La sua vita non era del tutto completa. Probabilmente non lo sarebbe mai stata, ma non era male. Aveva la sua routine. Aveva il museo. In estate, il sole faceva brillare i tetti. In autunno le tegole erano lucide di pioggia, in inverno a volte orlate di brina, che le faceva sembrare decorate da Fabergé. Quasi tutto il resto restava identico nel corso dell’anno, e a Laure andava benissimo così. Voleva affacciarsi sulla stessa veduta, aprire gli stessi scuri e voltarsi verso le vetrine in cui era custodita l’inquietudine di chi cercava una conclusione. Potevano essere oggetti perturbanti. O commoventi. O divertenti. Quasi sempre lasciavano il segno. Non era insolito che un visitatore dicesse di avere provato un senso di déjà vu, osservando le vetrine. Alcuni confessavano di avere sentito una presenza nella stanza. Altri dicevano che gli oggetti sembravano avere un’anima, con tutta la sua imperfezione e il suo mistero. Si fermò a pulire una macchiolina sulla vetrina vicino alla porta e passò nella stanza accanto. La giornata era cominciata. Elizabeth Buchan è nata a Guildford, nel Surrey, e si è laureata in Lettere e in Storia alla University of Kent. Ha lavorato a lungo come redattrice e editor per il gruppo Penguin Random House, prima di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Grazie al successo dei suoi racconti e dei suoi romanzi, è stata nominata madrina del Guildford Book Festival e della National Academy of Writing. Attualmente vive a Londra con il marito e i figli.

Linda Tugnoli LE COLPE DEGLI ALTRI Pagine: 374 – Prezzo: 16.90 € In libreria dal 20 febbraio 2020 La forma a ventaglio e il colore tipico di quel periodo autunnale, un giallo così acceso da sembrare innaturale. Impossibile sbagliarsi, per un giardiniere come lui: è una foglia di Ginkgo Biloba. Ed è la seconda cosa fuori posto che Guido nota in quel giardino trascurato, parte di una grande villa abitata solo per due settimane l’anno, in agosto. La prima, invece, è stata una ragazza bionda stesa a terra, con indosso un elegante vestito lungo, dello stesso punto di blu dei suoi occhi spalancati sul nulla. Forse per colpa di quel colore che lo riporta a un passato mai dimenticato, o per quella foglia inconfondibile in un giardino senza alberi di Ginkgo Biloba – un dettaglio che Guido, per qualche strana ragione, non fa notare alla polizia –, o magari per quel sentore di un profumo antico e familiare che solo lui, grazie al suo olfatto finissimo, ha percepito sulla scena del delitto, comunque sia quella ragazza sconosciuta e il suo triste destino diventano quasi un’ossessione per Guido. Sebbene abbia svariati motivi per mantenere un profilo basso, non resiste quindi alla tentazione d’intraprendere una sorta d’indagine clandestina parallela a quella ufficiale. E il punto di partenza è proprio la foglia di Ginkgo Biloba. Perché, a quanto ne sa, in effetti da quelle parti ci sono degli alberi di Ginkgo. Guido inizia così un pellegrinaggio nella valle che lo ha visto nascere e da cui se n’era andato per cercare fortuna in Francia, la valle dov’è tornato da qualche anno per ritrovare una certa tranquillità, una valle dove tutti si conoscono e dove tutti parlano poco, una valle dimenticata dal resto del mondo e dove all’apparenza non succede mai nulla. Ma dove forse sono nascosti segreti che non è più possibile tenere sepolti… IL PROTAGONISTA Guido somiglia alla sua Valle: un po’ malinconico e male in arnese, ma con un sorriso segreto. Non più giovane, ma con uno sguardo chiaro da bambino. È silenzioso come i suoi boschi, gli occhi azzurri come i suoi mille parenti (tutti qui in Valle sono imparentati alla lontana); alto e con le spalle un po’ curve, quasi a tenere fuori il mondo, ma non rifiuta mai di dar chiacchera a una anziana signora che gli racconta del suo lillà di un colore particolare. Al suo passato cerca di pensare il meno possibile. Nessuno conosce il motivo del suo ritorno, ma di questo non c’è da stupirsi, perché Guido non parla mai con nessuno. I suoi unici amici sono i suoi due enormi cani e poi l’Osvaldo e Giovannino. In compenso parla con i fiori e con gli alberi, e conosce il linguaggio segreto delle piante. E le piante gli parlano, e attraverso di loro, anche suo malgrado, Guido dà un primo giudizio sulle persone, che spesso alla fine si rivela esatto. Per principio, diffida di chi pianta una siepe di lauroceraso, mentre sente un’affinità elettiva con il pensionato che sceglie di piantare una rara peonia cinese nella minuscola aiuola di fronte alla sua porta di casa. Attraverso le piante e i fiori, la bellezza del mondo lo raggiunge e per un attimo lo consola. Linda Tugnoli vive tra Roma – dove lavora come autrice e regista di documentari, soprattutto per la Rai – e la campagna sabina, dove abita in un casale con il marito, tre figli, un orto, una serra e svariati cani di grossa taglia che periodicamente devastano l’orto e la serra. Ha contratto anni fa quello che gli inglesi chiamano il bug del giardiniere: una spiccata tendenza a parlare troppo di piante e di fiori. Le colpe degli altri è il suo romanzo d’esordio.

Gwen Florio LA MOGLIE DELLO STRANIERO Titolo originale: Silent Hearts – Traduzione di: Barbara Cinelli Pagine: 380 – Prezzo: 19.00 € – Ebook: 9.99€ In libreria dal 30 gennaio 2020 Due donne. Due Paesi in guerra. Un’amicizia tanto forte da superare ogni ostacolo. Liv è stanca. Della sua vita monotona e delle costanti infedeltà del marito, un esperto di storia e politica dell’Asia centrale che ha visto la sua carriera evaporare nel disinteresse. Dopo l’11 settembre, però, i suoi studi tornano alla ribalta e gli viene offerto di dirigere un’associazione no profit a Kabul. È la svolta che marito e moglie aspettavano da anni. Un nuovo inizio per Martin, per il loro matrimonio e anche per Liv, che avrà l’occasione di aiutare molte donne meno fortunate di lei. A cominciare dalla sua interprete, Farida. Farida è una donna moderna. Ha studiato in Inghilterra, veste all’occidentale, parla diverse lingue, lavora. Eppure non può decidere del proprio destino. Quando i genitori le combinano un matrimonio col rampollo di una ricca famiglia afgana, lei non può far altro che obbedire. Di colpo, Farida è costretta a indossare un burqa, a lasciare il Pakistan per trasferirsi a Kabul e ad accettare l’incarico che il marito le ha trovato nell’associazione no profit in cui Liv fa volontariato. All’inizio, Farida invidia la libertà di quella donna. Tuttavia a poco a poco si rende conto che lei e Liv sono più simili di quanto non avesse immaginato: anche Liv infatti è vittima delle scelte del marito e la sua indipendenza ha un prezzo che poche donne sarebbero disposte a pagare. Mentre, grazie a Farida, Liv capirà che a volte la vera prigione è quella che ci portiamo dentro, e che è proprio lei la prima ad aver bisogno di essere salvata… Nella Moglie dello straniero, Gwen Florio racconta, con grazia e sensibilità, una storia di resilienza e di amicizia, dove due donne forti e determinate scoprono il coraggio di andare oltre le differenze, di sfidare la società e le convenzioni per riaffermare il loro diritto a essere se stesse. «Un romanzo coinvolgente e ben costruito, che è anche un affresco di Kabul dopo il crollo del regime talebano. Un libro altamente consigliato, in particolare per i lettori di Khaled Hosseini.» Library Journal «Una storia avvincente ed emozionante.» The Denver Post «Gwen Florio ha attinto dalla sua esperienza come inviata speciale in Afghanistan per dare vita a personaggi autentici e creare un romanzo palpitante.» Booklist Gwen Florio è cresciuta in una fattoria del Delaware. Laureata in Lettere all’University of Delaware, ha iniziato una folgorante carriera come giornalista, che l’ha portata a girare il mondo, spesso nelle zone di guerra. Ha ottenuto molti riconoscimenti, tra cui una candidatura al Premio Pulitzer. Attualmente vive in Montana, dove lavora come capo cronista del giornale Mission e insegna Giornalismo all’University of Montana.

Kathryn Hughes L’ULTIMO REGALO Titolo originale: Her Last Promise– Traduzione di: Maria Olivia Crosio Pagine: 400 – Prezzo: 18.60 € – Ebook: 9.99€ In libreria dal 7 febbraio 2020 Una madre e una figlia separate dal destino Un dono perduto Un viaggio alla ricerca della verità Tara e sua madre Violet erano inseparabili. Almeno fino a quando non era entrato nella loro vita Larry, un uomo ricco e affascinante, che alla fine aveva convinto Violet a concedersi una vacanza in Spagna senza la figlia. Una vacanza da cui, però, non erano più tornati… A trent’anni di distanza, Tara si è ormai rassegnata al fatto che Violet sia morta. Eppure, un giorno, un avvocato di Londra le consegna la chiave di una cassetta di sicurezza intestata a lei. Vi è custodito soltanto un medaglione con, al suo interno, una fotografia di Violet. Tara lo riconosce subito: è l’ultimo regalo che aveva fatto alla madre, proprio alla vigilia della sua partenza. Possibile allora che Violet sia ancora viva? Tara deve scoprirlo, quindi si reca immediatamente in Spagna e, ripercorrendo le tappe di quel fatidico viaggio, a poco a poco ricostruirà la storia di una donna innamorata e ingenua, di un uomo spregevole e senza scrupoli, di un legame che né il tempo né la distanza hanno potuto spezzare. Perché non c’è nulla di più forte dell’amore di una madre per una figlia, e sarà proprio quell’amore a illuminare il cammino di Tara e a condurla, finalmente, alla verità. L’avvocato ha scorso gli appunti. «Qualcuno la sta cercando da molto tempo.» Poi mi ha dato una scatoletta, al cui interno c’era una chiave color argento. «Sembra di una cassetta di sicurezza. E cosa contiene?» ho chiesto. L’avvocato si è stretto nelle spalle. «Non saprei. Però, qualunque cosa sia, l’aspetta da trentasette anni.» Kathryn Hughes è nata ad Altrincham, nella regione del Cheshire, dove vive tutt’ora. Fin da quando era piccola, ha sempre amato raccontare storie, ma dopo l’università le ci sono voluti dieci anni, due figli e diversi lavori prima di riuscire a dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Ha esordito con La lettera, che si è subito imposto come caso editoriale in tutto il mondo, Italia compresa, dov’è rimasto a lungo in classifica, cui hanno fatto seguito i bestseller Il mio segreto e La chiave dei ricordi.