28 Novembre 2021

Zarabazà

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LA MIA RESILIENZA IN UN CORPO MORBIDO la storia di una donna, di tante donne che con l’associazione Curvy Pride potranno essere resilienti insieme

Scritto da Marianna Lo Preiato, a cura di Marzia di Sessa

Prefazione di Maria Teresa Ruta

Dal 7 dicembre in tutte le librerie edito da Giraldi Editore

Ci sono storie destinate a finire in tragedia e vivono sul piano inclinato che le porta verso una drammatica fatalità. Poi ci sono storie che vivono sul filo di un epilogo tragico, ma poi trovano la strada per un possibile riscatto.

Questa è la storia di Marianna che ha resistito alle avversità che la vita le ha riservato ed è riuscita a trasformare gli ostacoli che la potevano far cadere in un cammino di liberazione.

La mia resilienza in un corpo morbido nasce da un incontro, quello tra Marianna Lo Preiato, imprenditrice, e Marzia Di Sessa, giornalista e scrittrice, che hanno unito il filo delle tante parole non dette e lo hanno trasformato in un libro.

Quando due genitori litigano e sono convinti che il bambino sia troppo piccolo per capire, fanno un grande errore perché i bambini capiscono eccome. Io ho capito, me lo ricordo e mi sono portata tutto nel cuore, ma ora ho voluto metterlo nero su bianco“. Marianna Lo Preiato

Marianna è una donna di origini napoletane che dopo un’infanzia complicata dal rapporto con una madre non solo assente ma spesso ostile, è riuscita con l’aiuto del padre e con la propria forza interiore a prendere in mano il proprio destino che l’ha portata a Bologna, dove ha trovato il lavoro, l’amicizia, l’amore, la famiglia e la cosa più importante della sua vita: sua figlia Sofia.

Sofia è diventata la chiave di volta del suo modo di stare al mondo e l’energia vitale per prendersi cura non solo di una piccola creatura bisognosa di amore, ma anche di quella piccola Marianna relegata in fondo al proprio cuore e bisognosa di ritrovare la capacità di dare e darsi amore.

Da quel momento il suo cuore si è aperto per abbracciare e prendere per mano amiche, conoscenti o sconosciute che varcando la porta del suo negozio di abbigliamento per donne morbide hanno trovato qualcosa di più che una boutique dove fare shopping.

Non è stato e non è facile per lei fare i conti tutti i giorni con il proprio corpo. Nessuna donna può dire serenamente di aver trovato un punto di equilibrio tra se stessa e la propria immagine riflessa dallo specchio. Neanche Marianna lo può dire. Ma lei questo disagio lo ha vissuto fino in fondo e lo ha voluto condividere. Un disagio che per molte donne diventa una malattia invisibile e indicibile che si nutre del patto di omertà che si stabilisce con se stesse per l’incapacità di vedersi belle al di fuori di ogni stereotipo o dogma estetico dominante.

Ed è qui che scende in campo Maria Teresa Ruta, conduttrice tv e giornalista, che si è sempre battuta per la parità e la libertà delle donne anche nel settore dello spettacolo: dal primo incontro con Marianna si è sentita vicina al suo dolore, avendo sofferto in passato di anoressia, e adesso ha voluto essere al suo fianco per sfidare lo stigma di una società ossessionata dall’imperfezione del corpo, vuoi per eccesso, vuoi per difetto, vuoi per altezza, colore, anomalia o diversità, qualunque essa sia. “Tutte quante noi ci riconosceremo nel tuo libro, hai fatto un lavoro straordinario” queste le sue parole in occasione del lancio.

Il libro è stato presentato ufficialmente a Bologna l’8 dicembre 2019 con grande partecipazione di pubblico. Tra i presenti l’imprenditrice Marzia Zambelli, che ha dichiarato: “Abbiamo partecipato tutti al dolore di Marianna, ma anche alla sua rinascita, mi sono commossa e ringrazio tutti quelli, tanti, che sono intervenuti perché non abbiamo fatto una presentazione ma un vero e proprio talk show dei sentimenti”.

Questo libro è nato per essere l’inizio di un racconto corale attraverso l’associazione Curvy Pride, di cui Marianna è Presidente, e dare voce alle tante donne, ma anche agli uomini, che hanno vissuto e vivono sulla loro pelle il peso di una storia che fa male più di una malattia da cui non si riesce a guarire. Che sia di non accettazione, di discriminazione, di silenzio forzato, di vergogna, di bullismo, di bodyshaming, di emarginazione, di solitudine, di diversità sessuale, di disagio, di abbandono o anche solo di ribellione agli stereotipi che ci complicano l’esistenza dal buongiorno alla buonanotte.

Per questo la storia di Marianna vuole essere il primo passo di un progetto più grande: Dillo a Curvy Pride. Un’iniziativa rivolta a tutti quelli che vorranno mettersi in gioco e condividere le loro storie con l’Associazione Curvy Pride, in collaborazione con Giraldi Editore, per camminare insieme orgogliosamente e liberarsi dal pregiudizio.

Non bisogna rendere eccezionali le proprie solitudini. Bisogna normalizzare le proprie paure e prendersi per mano per formare un grande cuore. Questo è Curvy Pride. Questa è la possibilità di essere resilienti tenendosi per mano.

Un progetto sociale per dire sì alla pluralità e alla diversità dei modelli di bellezza e all’accettazione e all’autostima e per dire un no polifonico e senza esitazioni contro il bodyshaming, il bullismo e la discriminazione subdola che spesso ricade sulla forma corporea condizionando milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto donne e per lo più minorenni.

Come scrive la dottoressa Valeria Strada, psicologa e psicoterapeuta relazionale, nella postfazione “Marianna della sua fragilità ne ha fatto un punto di forza”. Questa forza adesso è anche un punto di partenza.

Per partecipare a Dillo a Curvy Pride scrivi la tua storia, breve o lunga che sia, e inviala a curvypride@gmail.com oppure partecipa ad uno dei workshop tematici che si terranno in varie città italiane durante il tour di presentazione del libro. I racconti verranno selezionati e pubblicati da Giraldi Editore in un libro che sarà distribuito in tutte le librerie, sul sito della casa editrice e negli store on line.