Agosto 2, 2021

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Automotive, interviene Pagliuca, Presidente di Confindustria Chieti Pescara

13 Novembre 2019 – L’industria automobilistica è cambiata? Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

Vediamo qualche segnale dal mercato:

•Ford ha acquisito per circa un miliardo di dollari una startup impegnata a sviluppare un software d’intelligenza artificiale, Argo AI, fondata da ex manager di Google e Uber; 

•Volkswagen ha investito 300 milioni in Gett, piccola startup israeliana che offre un servizio molto simile a quello di Uber;

•General Motors ha acquisito una quota di Lyft, servizio di Taxi a chiamata concorrente di Uber, per 500 milioni di dollari.

Sull’automotive, settore commerciale che comprende tutti i veicoli a motore, interviene oggi il Presidente di Confindustria Chieti Pescara, Silvano Pagliuca, che partecipa a Santa Maria Imbaro all’evento di presentazione dell’Osservatorio Automotive Abruzzo.

Ecco la sua dichiarazione: “Nel mercato dell’auto il nostro futuro prossimo è elettrico, anzi l’elettrico è già il nostro presente. La transizione è un dato di fatto: forti investimenti nel settore e un’offerta commerciale che fino a qualche mese fa poteva sembrare futuristica ci proiettano in un mercato da 300 miliardi di dollari di investimenti, secondo le stime della Reuters. Questa la spesa che affronteranno nei prossimi 5-10 anni i grandi gruppi industriali dell’automotive che hanno deciso di puntare sull’elettrificazione della trazione.

Solo 4 o 5 i produttori che resteranno sulla piazza, un fenomeno di concentrazione, fisiologico laddove i margini di profitto si riducono rapidamente.

E da qui un altro trend: differenziare il loro mercato. Fioriscono start-up ed è caccia alle idee innovative per estendere l’utilizzo dell’elettrico. Da Uber a BrumBrum con le app ci muoviamo sempre più in maniera eco e green. A vantaggio dell’ambiente, del consumatore e delle imprese sul mercato. Le scelte strategiche in fatto di tecnologia dei componenti potranno fare la differenza, ed è lì che l’Italia, e l’Abruzzo, potranno dire la loro in un settore chiave per la nostra economia”.